
A due km. dal centro urbano, sulla direttrice Molfetta-Ruvo, si allarga la dolina del Pulo, con un perimetro di m. 500 e una profondità di m. 30. Oasi naturalistica per la presenza di rare specie flogistiche e faunistiche, è un sito archeologico che ha restituito reperti di età neolitica, espressione di una importante cultura definita nelle classificazioni scientifiche come “Civiltà di Molfetta”. Nel primo decennio del Novecento gli scavi archeologici condotti da M. Majer e A. Mosso nei terreni che circondano a nord-est e sud-ovest la cavità, portarono alla luce numerosi resti di un villaggio e di una necropoli. Nella dolina, inoltre, furono trovate testimonianze dell'età del bronzo.
I reperti consistenti in ceramiche di varia tipologia decorativa, intonaci, macine e strumenti in pietra variamente lavorati sono custoditi in gran parte nel Museo Archeologico Nazionale di Bari e in rappresentativa campionatura nel Museo Diocesano “A. Salvucci”.
Recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce anche numerose e ben conservate strutture che facevano parte di un grande complesso industriale di epoca borbonica che lavorava il salnitro (nitrato di potassio), naturalmente affiorante dalle pareti delle grotte, che è il principale componente della polvere da sparo. Si tratta di un esempio unico di archeologia cosiddetta “industriale”.