Nel 1399
Re Ladislao decise di organizzare nel comprensorio della città di Molfetta una fiera di otto giorni, per permettere la vendita e lo smercio dei prodotti locali, nel pieno rispetto della legalità, senza compromessi o soprusi, sotto la vigilanza di due mastri di fiera che dovevano prevenire incidenti e sedare sul nascere le turbolenze.
Due mastri, uno scelto tra il popolo e l'altro tra i nobili, avevano ampia facoltà di giurisdizione, sia nei riguardi dei cittadini molfettesi, che partecipavano ai festeggiamenti e che prendevano parte alla fiera, che dei numerosi forestieri che affluivano dai paesi vicini per visionare e comprare la merce.
Avevano il potere di giudicare e di emettere anche delle sentenze su specifici fatti che potevano dar atto a dispute e contese durante la settembrina fiera.

Il tempio in onore della Vergine dei Martiri, a ponente della città, nelle vicinanze di cala
san Giacomo, fu voluto da
Guglielmo re di Sicilia e a benedire la posa della prima pietra fu chiamato il vescovo di Ruvo, mons.
Urso. La chiesa della Madonna dei Martiri fu proclamata
Basilica pontificia il 7 luglio del l987, venti anni fa. L' 8 settembre di ogni anno si svolge nei pressi di questa chiesa, nella prima mattinata, la tradizionale fiera del bestiame, con la vendita degli attrezzi agricoli mentre nel pomeriggio si tiene la sagra a mare con la processione della statua della Madonna.
Nei pressi della chiesa del Purgatorio viene montata la cassarmonica per gli amanti della musica e delle sinfonie. L'attrattiva forte della fiera, che richiama ancora molti forestieri, rimane sempre il luna-park, che viene da anni allestito in località Secca dei Pali, nelle vicinanze della stessa Basilica, per la gioia non solo dei più piccini, ma anche dei più grandi.
E per concludere degnamente la festa, vengono incendiati i fuochi a conclusione dei solenni festeggiamenti.