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news del 19.05.2020

Capristo finisce agli arresti

D'Artagnan
 tra passato e presente

di Francesco Verdesca


Sono passati sette lunghi anni. Un'inchiesta lunga culminata dalla conferenza stampa di Capristo (foto), da oggi agli arresti domiciliari per una vicenda che puzza di bruciato. Fu chiamata D'Artagnan. 

Il Tribunale di Trani e i suoi giudici non finiscono di meravigliarci. Oggi tocca a lui finire nel tritacarne. Ecco perchè abbiamo rispolverato l'operazione truffa o presunta tale sui misteri ancora irrisolti sul nuovo porto commerciale. Per dirne una,ci viene in mente la tragica fine di un dirigente del Comune, il dott. Tangari, che mise fine inspiegabilmente scomparendo tra le acque del porto.

Carlo Maria Capristo, Procuratore della Repubblica di Taranto, è da oggi agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Il provvedimento è stato eseguito a carico di un ispettore della Polizia in servizio nella Procura tarantina e di tre imprenditori di Bitonto-Bari. L'inchiesta è iniziata un anno fa.

Ma andiamo ai fatti che riguardarono il porto. Fu definita operazione D'Artagnan, dal nome di una delle draghe, una tra le più grandi del mondo, che doveva servire per abbassare i fondali marini e rosicchiare la roccia, per permettre l'approdo delle grosse navi. Draga che non è mai arrivata a Molfetta come lo sanno bene anche i Matarrese, impresa che fu esclusa dalla gara, vinta dalla CMC di Ravenna.

Fermo dei lavori e sequestro del porto, due persone agli arresti domiciliari, 62 indagati, tra cui il senatore Antonio Azzollini, sindaco di Molfetta. Sarebbero i protagonisti di una truffa (147 milioni) aggravata ai danni dello Stato. Capristo sugli scudi, davanti ai microfoni.

Le indagini, iniziate nel 2009, avrebbero messo in evidenza come "un ingente fiume di denaro sia stato veicolato a favore del Comune di Molfetta per la realizzazione della diga foranea e poi del nuovo porto commerciale, grazie a una serie di atti illegittimi e illeciti, di interferenze amministrative e di condotte fraudolente".

Le indagini della Finanza, della Tributaria, della Forestale, avrebbero anche ravvisato, come si disse nella conferenza stampa, una serie di illeciti ambientali e paesaggistici, in primis la realizzazione di una vera e propria "discarica abusiva all'interno dell'area portuale nella quale sono presenti ordigni bellici rimossi durante le operazioni di dragaggio e materiali di risulta delle opere di scavo sottomarino".

I finanziamenti sarebbero serviti anche per "stabilire un fittizio equilibrio economico-finanziario (comune) attestando falsamente di aver rispettato il patto di stabilità".




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