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news del 09.01.2019

Verso il derby con il Giovinazzo

LEstrelas Hockey Molfetta sta riportando entusiasmo in città, visti i risultati della prima squadra. I biancorossi infatti sono primi in classifica nel campionato nazionale di Serie B, con ottime prospettive per il futuro. Abbiamo avvicinato il direttore sportivo, Massimo Napoli, per un’intervista a tutto tondo sull’hockey molfettese e sulle ambizioni ed i programmi dell’Estrelas per questa stagione.

Direttore Napoli, nuovamente in prima linea per portare l’Hockey Molfetta in alto. Quali sono le sue sensazioni a riguardo?
«A giugno scorso sono stato contattato dalle sorelle Maurantonio e dalla vicepresidente La Ghezza, che mi hanno proposto il loro progetto di rilancio dell’hockey molfettese. Avevo qualche riserva solo per il fatto, che collaboro anche con una società calcistica e temevo di non poter conciliare le due cose. Alla fine però ho accettato perché dentro di me il richiamo dell’hockey è sempre molto forte e ringrazio la società per l’opportunità datamiRiparto con il solito entusiasmo e con l’idea di togliermi qualche soddisfazione personale e soprattutto di squadra». 

Ha collaborato praticamente con tutte le società di hockey che si sono succedute a Molfetta negli ultimi anni, che idea si è fatto?
«Seguo l’hockey molfettese da quando ero bambino, in maniera più assidua dal 2007. In 12 anni, ne ho viste e vissute tante: il passaggio di consegne tra il presidente Fiorentini e il presidente De Palma, il fallimento dell’Hockey Club, la rinascita con la Molfetta Hockey 2012 dei presidenti De Vincenzo, Pisani e Messina ed ora l’Estrelas della presidente Maurantonio. Ho vissuto la Serie A1, la Coppa Cers, l’A2, la B, promozioni, retrocessioni, momenti di felicità e momenti di delusione. Mi sento di ringraziare tutti coloro che si sono impegnati negli anni a far sopravvivere l’hockey nella nostra città. Ora però, serve continuità: in tale ottica, auguro all’Estrelas di crescere anno dopo anno, dedicando particolare attenzione al settore giovanile».

Quali sono i suoi rapporti con Pino Marzella, icona di questo sport ma personaggio non facile da gestire?
«I mie rapporti con il mister Marzella sono ottimi. Ci sentiamo quotidianamente, anche più volte al giorno. Molto spesso vado a Giovinazzo per parlagli di persona; ci confrontiamo su tutto e ci rispettiamo molto, perché abbiamo stima reciproca uno dell’altro. Poi lui non ha bisogno di presentazioni, era il top quando giocava e lo è anche ora che allena».

In questa stagione l’Hockey Molfetta appare rivoluzionato, rispetto allo scorso anno. Che ne pensa?
«Quest’estate abbiamo lavorato molto e siamo riusciti a portare a Molfetta giocatori di assoluto livello: Bavaro, Belgiovine, Dagostino, Marzella, Sinisi, Turturro, sono un lusso per la Serie B, ve lo posso assicurare e li ringrazio caldamente uno per uno, per tutto quello che stanno facendo, insieme ai ragazzi più giovaniA mio parere poi, quando fai il direttore sportivo e hai Marzella come allenatore, tutto diventa più semplice».

Le ultime ciliegine: gli arrivi di bomber De Pietri e di Edoardo Pilati. Due grandi colpi per la B, non crede?
«Da settembre ad ora abbiamo perso 2/3 giocatori per motivi diversi e non addebitabili alla società. Io a differenza di altri, non costringo o non tengo nessuno controvoglia perché vestire la maglia del Molfetta deve essere un onore. In quest’ottica non ci siamo persi d’animo e ci siamo messi alla ricerca di qualche giocatore che potesse fare al caso nostro: penso che Edoardo Pilati e Samuele De Pietri siano due ottimi giocatori, che hanno accettato con entusiasmo la nostra proposta e rappresentano un valore aggiunto per la nostra squadra, peraltro già forte e competitiva».

Ultima domanda: quali sono, gli obiettivi stagionali dell’Estrelas Hockey Molfetta?
«Non ci siamo mai nascosti e non lo faremo certo ora: vogliamo la Serie A2. Tra l’altro, sarebbe ridicolo nascondersi, quando hai a disposizione un roster come il nostro e Pino Marzella come allenatore. Tutti i nostri avversari danno il massimo contro di noi, lo sappiamo e lo avvertiamo. Nessuno ci regala e ci regalerà nulla, dobbiamo quindi lavorare sodo fino alla fine».



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