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news del 23.05.2209

Incerta la sorte dei due marittiimi

Due marittimi molfettesi in mano ai pirati somali. Si vivono momenti di tensione. Dopo decine di tentativi, alla fine al telefono risponde Awil, uno dei carcerieri dell’equipag­gio del Buccaneer, la nave italiana sequestrata dai pirati l’11 aprile. Parla un buon inglese e passa il cellulare a Mario Iarloi, il comandante del rimorchiatore. La conversazione è brevissima (si può ascoltare su www.corriere.it): Come vanno le cose? Come state? «Non so se...». Come vanno le cose? «Vanno male». A quel punto il pirata probabilmente strappa il telefono a Mario e da qual momento la linea risulta staccata. A giudicare dai silenzi il comandante sembra disperato. Quasi come se si sentisse abbandonato. Le trattative per il rilascio della nave sembrano arenate in un braccio di ferro tra governo italiano e pirati. In un primo tempo Roma aveva incaricato del negoziato le autorità del Puntland (la regione autonoma del nord della Somalia abitata principalmente dai migiurtini) e lo stesso presidente Abdullahi Faroleh (che vuol dire «ditone»: i somali usano i soprannomi). Margherita Boniver — l’inviata del governo italiano per le crisi umanitarie — era volata a Garowe (la capitale del Puntland) a inizio maggio e aveva chiesto l’immediata liberazione dell’equipaggio, accusando senza mezze parole Faroleh di connivenza con i pirati.

 

 



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