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news del 01.10.2008

Venditori ambulanti: cosa fare per migliorare

Riceviamo da Matteo d'Ingeo e pubblichiamo

 

Il "venditore ambulante" è colui che non ha sede fissa. Sembrerà scontata questa affermazione riportata da un qualsiasi dizionario di lingua italiana ma, a Molfetta, questa categoria di "operatori commerciali " rappresenta un'eccezione.

Sembrerebbe che l’assessore Mimmo Corrieri, già assessore al bilancio nella passata amministrazione Azzollini, a proposito dell’abusivismo legato al commercio ambulante, abbia un’idea diversa.

Infatti qualche settimana fa ha dichiarato:

«Ci tengo a precisare che coloro che svolgono l’attività di commercio per le strade non sono abusivi, ma sono stati autorizzati da un piano di commercio ambulante varato dal commissario prefettizio, non ora dalla Bellomo, ma dal precedente. Ora, come amministrazione, ci attiveremo per una revisione di tale piano».

 

Noi vorremmo solo puntualizzare quanto segue.

 Oltre dieci anni fa erano pochi, autentici ambulanti e i loro clienti se li cercavano strada per strada, quartiere per quartiere ognuno con un suo richiamo sonoro o con vere e proprie piccole filastrocche o scioglilingua.

Oggi i "signori ambulanti", dopo lo smantellamento di Piazza Paradiso del 1992, hanno cercato di occupare più o meno legalmente (leggi abusivamente) la città.

Qualcuno occupa ancora le "zone storiche" dei venditori d'orto-frutta, altri invece si sono lanciati alla conquista di nuovi quartieri.

Sono riconoscibilissimi, anche perché non sono affatto ambulanti, e diversamente dai loro colleghi commercianti “regolari” che aprono la bottega alle prime ore del giorno, loro, i " signori dell'orto-frutta", arrivano alle 9.00 e vanno via alle 13.00.

Occupano (abusivamente?) non solo le "zone blu", privando i cittadini residenti, e non, di uno o più parcheggi; occupano abusivamente strade e marciapiedi mettendo in mostra la loro merce per terra, anche accanto ai cassonetti dei rifiuti.

Ci sono quelli che, ancora più furbi, stazionando accanto agli accessi per disabili per non occupare le zone di parcheggio a pagamento, e non contenti dell'abuso, spostano i cassonetti dei rifiuti e della plastica nelle "zone blu" per crearsi una zona franca (via G.Salepico, altezza Chiesa S.Cuore).

Questi però sono più onesti, bisogna ammetterlo! E quando il sole è forte ti aprono l'ombrellone che ripara tutti, rendendo ancora più fissa la loro ambigua e dubbia situazione logistica.

 

Il LIBERATORIO Politico, alla luce di quanto detto, chiede, ancora una volta,  al Sindaco Senatore Azzollini e all’Assessore Corrieri, così come ha già fatto nel dicembre del 2006, la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche.

 

Premesso

- che nella nostra città da oltre un decennio esiste il problema dell’occupazione abusiva di strade e marciapiedi;

- che ancor oggi tale situazione non è cambiata;

- che alcune deliberazioni Prefettizie in materia di disciplina del commercio su aree pubbliche hanno aggravato la situazione, creando delle palesi contraddizioni con il rispetto del codice stradale;

- che numerosi operatori non rispettano il regolamento del Piano del commercio creando disagio alla normale  viabilità, anche pedonale;

-  che questa città ha bisogno di ritrovare una sua immagine più decorosa e rispettosa del bene comune;

considerato

- che il centro urbano cittadino risulta ormai quasi invivibile per l’aumento del traffico e la conseguente diminuzione dei parcheggi;

- che è diventata cattiva consuetudine, da parte di molti operatori commerciali, non rispettare le ordinanze e i regolamenti comunali che riguardano l’occupazione del suolo pubblico;

- che sono venute meno le motivazioni che giustificano l’esistenza dell’ambulantato nel centro urbano, per la presenza di numerosissimi esercizi commerciali che offrono la stessa merce con più garanzia sulla tracciabilità del prodotto e delle condizioni igienico-sanitarie;

- che spesso molti commercianti, sia a posto fisso che itineranti, non rispettando le norme dell’occupazione del suolo pubblico creano disordine e una cattiva immagine della città che vuole essere “Città turistica”;

 

chiede alle SS.VV.

- di rivedere il Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l’occupazione del suolo pubblico;

- eliminare totalmente la presenza di ambulanti nel centro urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A. Moro, L. da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G. De Candia, Viale Giovanni XXIII, S. Francesco d’Assisi, Vico 14° M.dei Martiri;

- di promuovere nella restante parte della città e nelle zone d’espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante;

- di far rispettare nella zona delimitata in precedenza, solo la possibilità di un espositore di tre metri quadri lineari, laddove il codice della strada può consentirlo.

 

Inoltre si chiede

- che la proposta sia inserita all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale e che sia fornita un’adeguata risposta scritta, come previsto dall’art. 62 dello Statuto Comunale, dalla Lg. 241/’90 e Lg. 15/2005

 

 



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