Molfetta ha dato i natali a molti uomini diventati famosi nei vari campi della conoscenza dell'arte.
Primo fra tutti, perché conosciuto in tutto il mondo, è il pittore
Corrado Giaquinto (1703-1766), del quale possiamo ammirare la splendida tela dedicata all'“Assunta”, che si trova nella Cattedrale, la “Madonna del Rosario”, ubicata nella chiesa di San Domenico, “Tobiolo e l'Angelo”, custodita nel Museo Diocesano.
La maggior parte delle opere del Giaquinto si trovano, oltre che in collezioni private, nei musei del Prado a Madrid, di Parigi, di Budapest, di Lisbona, di Stoccarda.
Tra gli allievi di Corrado Giaquinto troviamo
Nicola Porta (1710-1784), con la tela “Transito di San Giuseppe”, collocata nella chiesa della Madonna dei Martiri, e
Vito Calò (1744-1817), con la “Deposizione” della Cappella del Crocifisso in Cattedrale.
Nel campo della scultura è d'obbligo ricordare
Giulio Cozzoli (1882-1957), autore di numerosi busti e statue esistenti in città e in molti altri luoghi e di una pregevole versione delle statue portate in processione durante la Settimana Santa.

L'opera certamente più importante è la monumentale “Deposizione”, recentemente fusa in bronzo ed esposta in varie città d'Italia. Da ricordare anche lo scultore
Filippo Cifariello (1864-1936), autore tra l'altro del monumento a “Mazzini” in corso Dante e di quello all'abate “Vito Fornari”, in piazza Cappuccini.
Nel campo architettonico ricordiamo Corrado de Judicibus, progettista del tempietto neogotico del “Calvario”, del Seminario Vescovile e di tanti altri palazzi importanti che ornano il centro cittadino.
La galleria degli uomini illustri non può non ricordare, come politico e storico meridionalista,
Gaetano Salvemini (1873-1957), le cui opere sono ancora oggi oggetto di approfonditi studi.
Infine ricordiamo, nel campo della musica, il maestro
Riccardo Muti, che a Molfetta è sempre rimasto legato perché vi ha trascorso l'infanzia.