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Basilica Madonna dei Martiri
La costruzione della chiesa della Madonna dei Martiri ebbe inizio nel 1162 per volontà di Guglielmo Il, il Normanno su una vecchia carnaia. Nel corso dei secoli il suo aspetto è andato sempre più perfezionandosi, sino a diventare una chiesa molto accogliente e zeppa di tanti tesori. A cominciare dalla vecchia icona della Madonna, posta al centro dell'altare maggiore, dipinta su cedro, che qualcuno asserisce essere stata pescata da una piccola barca nelle vicinanze della cala san Giacomo. Sopra la porta d'ingresso, all'interno della Basilica pontificia, è posizionata una tribunetta, sulla quale è collocato un organo monumentale, di inestimabile valore.
L'altare in marmo su cui troneggia l'icona della Vergine, è sormontato da un'edicola sempre in marmo, commissionata da mons. Giovanni Bovio nel XVII secoli e presenta ai lati due importanti medaglioni che comprendono le tele dedicate a San Corrado e a San Nicola, opere del pittore D'Elia.

Nella chiesa si può ammirare la cappella della Madonna del Rosario, con la pala che ritrae la Madonna e i quindici misteri, opera dell'artista Dirk Henrdicksz, ordinata dal nobile Marino Gadaleta a ricordo della battaglia di Lepanto del 1574.
Dal 1985 un moderno altare troneggia all'interno della cripta, voluto dall'indimenticabile vescovo mons. Tonino Bello e realizzato dallo scultore molfettese Vito Zaza, insieme all'ambone e al fonte battesimale. Molte le tele conservate in questa chiesa attribuite al pittore G. Porta: la Visitazione di Maria, l'Adorazione dei Re magi, il Transito di San Giuseppe.

La Madonna del Carmelo o Vergine del soccorso che risale al XVII secolo, è invece di autore ignoto. Nella Basilica pontificia è conservato anche uno splendido crocifisso in legno, risalente alla fine del XIV secolo. Sull'altare dell' Annunziata si trova un'altra splendida tela della scuola di Girolamo Imperato. Di autore ignoto è invece quella dell'Immacolata, del XIX secolo.
I frati gestiscono il santuario sin dal 7 novembre del 1828 grazie alla benevolenza del vescovo Filippo Giudice Caracciolo che regalò tutti i locali e gli ambienti che appartenevano alla mensa vescovile.

Annesso alla Basilica della Madonna dei Martiri vi è un suggestivo edificio interamente costruito in pietra, a tre ampie navate con le volte a botte, edificato verso la fine del secolo XI, che, secondo una tradizione consolidatasi nel tempo, fu luogo di permanenza e di accoglienza del flusso dei pellegrini che erano diretti in Terra santa, al tempo delle famose Crociate. L'edificio viene indicato comunemente Ospedaletto dei Crociati, anche se non ci sono riscontri che hanno accertato la presenza in loco di carovane di cristiani diretti nei luoghi di preghiera della Palestina.

La Basilica della Madonna dei Martiri, che ultimamente ha sistemato il suo portale con la messa a dimora nelle due nicchie laterali, delle statue di San Francesco e Santa Chiara, venne ampliata nell'ottocento.
Della vecchia chiesa medievale resta solo la cupola che sovrasta l'altare maggiore, dove è conservata l'icona bizantina-ortodossa della Madonna, che secondo la tradizione è arrivata che dall'Oriente nel lontano 1188.
Nel transetto del Santuario, a sinistra, si trova un dipinto della Madonna del Rosario di Michele Domasceno di Creta, eseguito nel 1574, in ricordo della battaglia di Lepanto. In una piccola cripta, nelle vicinanze dell'altare maggiore, un nobile cittadino molfettese, Berardino Lepore fece scolpire una copia fedele del Cristo morto, come quella presente a Gerusalemme. Per la realizzazione furono utilizzate 62 pietre portate dalla Terra Santa.
In un ampio salone del convento sono conservate numerose tele e oggetti ex voto che costituiscono, assieme ai preziosi e alle donazioni in oro fatte in tanti anni dai numerosi devoti, il tesoro della Madonna dei Martiri, proclamata patrona della città da papa Pio XII il primo luglio del 1951.
Presso l'archivio diocesano ultimamente sono stati rintracciati gli inventari che parlano con dovizia di particolari, di questi beni, il più vecchio dei quali risale al 1625.

Tra i pezzi più importanti vi sono l'anello con l'effigie di papa Innocenzo VIII, che fu vescovo di Molfetta prima di salire sul soglio di San Pietro e una medaglietta in ottone con le immagini dei due patroni della città, coniata per lo scampato pericolo, in occasione del colera nel 1854.
La popolazione con in testa il vescovo dell'epoca, mons. Nicola Maria Guida, la fece coniare dallo scultore Luigi Alfano. Sul bordo di questa preziosa medaglia, ci sono le parole: Regina Martirum ora pro nobis.

Nel museo della chiesa sono inoltre custoditi piccoli presepi provenienti da ogni parte d'Italia, alcune pianete e piviali, oltre a stampe ed incisioni. Nelle due navate laterali della chiesa, ci sono le immagini di sei santi francescani opere di Fulvio del Vecchio di Trani.
L'originale via crucis di Vito Zaza completa la collezione di opere d'arte che fa di questo tempio uno dei più interessanti presenti in città.

La statua della Madonna dei Martiri che guarda al mare, posizionata sul piazzale della Basilica, è stata scolpita nel 1994 da padre Andrea Martini.


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